Gran Cacio di Morolo

Storia

La produzione del Gran Cacio risale all’inizio del secolo scorso, e più precisamente al 1933, nell’antico borgo di Morolo, fondato nel 210 a.C. a seguito della disfatta dei Ferentinesi da parte di Annibale e citato nella bolla di papa Urbano II (agosto 1088) con la quale il vescovo di Anagni veniva investito del possesso dell’Oppidum Morolum. L’attuale nome risale al 1304 nella bolla di scomunica “Flagitiosum scelus” di papa Benedetto XI. La produzione di questo formaggio è caratterizzata dall’impiego di strumenti tradizionali, quali la mastella di legno, e soprattutto dalla tecnica di affumicatura.

Prodotto

Il Gran Cacio di Morolo è un formaggio vaccino affumicato a pasta filata dalla caratteristica forma a caciocavallo e stagionato, a seconda della pezzatura, dai 5 ai 18-24 mesi. La crosta sottile, liscia e di colore marrone più o meno intenso, racchiude una pasta di colore giallo paglierino. Al naso spiccano le note di lattico cotto accompagnate da sentori di vegetale cotto, frutta secca e affumicato. Al gusto si presenta leggermente dolce ed acido, mediamente salato e con una leggera nota amarognola dovuta all’affumicatura. Buona solubilità e persistenza aromatica.

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