Barachia di Genazzano

La storia

La storia della Barachia ha origini molto antiche, così come la sua ricetta tramandata oralmente di madre in figlia, ma di cui non se ne conosce l’origine. Anche la derivazione del nome non è ben chiara. Un’ipotesi si basa sulla presenza di una comunità ebraica a Genazzano fino alla fine del XVI secolo, a cui sarebbe da attribuire anche la forma a sei punte del biscotto, riconducibile alla Stella di David, con una valenza quindi sacrale. Un Barachia, padre di Zaccaria, è anche nominato nella Bibbia nell’episodio in cui Gesù si rivolge con un’invettiva contro scribi e farisei nel tempio di Gerusalemme. Altra ipotesi è un’origine greca dalla parola barakòs, sorta di focaccia, introdotta dai pellegrini albanesi in visita al santuario della Madonna del Buon Consiglio, la cui immagine sacra si tramanda sia arrivata a Genazzano da Scutari la notte del 25 aprile 1467. Unica certezza il suo inconfondibile sapore, dolce e delicato, della frolla ripiena di marmellata di “prungancini”, varietà di prugnolo selvatico di piccole dimensioni, tipica del territorio genazzanese.

Il prodotto

La Barachia ha un colore marrone chiaro e presenta un rigonfiamento dovuto alla farcia. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le pronunciate note di uova e confettura di prugne, abbinate a lievi sentori vanigliati ed agrumati. Al gusto si presenta armonicamente dolce con una leggera nota acidula. Buona la friabilità, la masticabilità e la persistenza aromatica.

Manifesto

 

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