Aglio Rosso di Castelliri

La storia

L’aglio rosso di Castelliri, nato dalla fortunata combinazione di aglio bianco e aglio rosa, ha trovato terreno fertile nelle soleggiate colline e pianure di questo comune sito in provincia di Frosinone. Agli inizi dell’Ottocento,numerose sono le testimonianze scritte ed orali risalenti al Regno di Napoli in cui si fa riferimento a questa antica coltura. All’epoca il comune di Castelliri, parte del Circondario di Sora in provincia di Terra di Lavoro, assunse infatti un ruolo strategico nelle direttrici del commercio dell’aglio verso la capitale del Regno. Dal sapore delicato, l’aglio di Castelliri, coltivato su terreni di natura prettamente argillosa, è caratterizzato da un bulbo di forma ovale con una pellicola esterna di colore bianco ed una interna di colore rosso porpora. Tradizionalmente l’aglio viene confezionato in trecce formate da diversi bulbi e successivamente appese nelle dispense o nei locali adibiti all’asciugatura e alla conservazione del prodotto. Prima di eseguire l’intrecciatura manuale, le piante sono sottoposte alla bagnatura in tini di legno per un’intera notte. Anche il suo germoglio, prodotto prelibato chiamato “Tallo” o in dialetto “Cazzarieglie”, viene trasformato in vasetti sott’olio o in crema e commercializzato.

Il prodotto

L’Aglio Rosso di Castelliri, ha un colore che varia dal biancastro delle tuniche esterne al rosa delle tuniche interne. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le note agliacee, abbinate a sentori di vegetale fresco. Al gusto si presenta armonicamente dolce e acido, con una pronunciata nota piccante ed una leggera astringenza. Buona persistenza aromatica.

Manifesto